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Venne chiamato ad allenare la squadra il gallese May Leighton, che già
era stato del Viadana come giocatore il primo anno di B. Soprattutto il
Rugby Viadana vide l'ingresso dell'Arix di Silvano Melegari come
sponsor di grande rilievo che, da quel momento, non abbandonerà più
il proprio legame con la palla ovale giallonera.
In tre anni l'Arix Viadana fu in grado di riconquistare la A2 e di
ricominciare così con basi e strutture nuove l'avventura ai massimi
livelli. I primi due anni videro il Viadana battersi con alterne
vicende sia nei Play off che nei Play Out acquisendo comunque
carattere e dimensione di squadra matura. Dopo l'ultimo anno di May,
arrivò ad allenare la squadra
una bandiera del rugby viadanese, grande tecnico a livello givanile:
Gabriele Oselini. Non fu fortunato il suo campionato, almeno nella
prima fase , nonostante la presenza in campo di atleti stranieri come
Inoke Afeaki e Tana Umaga, forse un poco giovani ma destinati alla
ribalta mondiale con Tonga e All Blaks. Il Rugby Viadana aveva
comunque consolidato la propria posizione in A2, mancava solo una
guida più intransigente che indirizzasse gli atleti verso un impegno
sempre più professionale, una sorta di prologo al professionismo.
Venne ingaggiato per l'uopo il colonnello Theodor Radulesco già
allenatore della squadra rumena di rugby ai mondiali in Sud Africa,
autentico guru della palla ovale nel proprio paese con ampi
riconoscimenti a livello europeo. Radulescu portò lo spirito di
disciplina e di abnegazione necessari a quindici uomini per formare
una vera squadra e, nei tre anni in cui operò a Viadana (dal 95 al
98) sfiorò la promozione in A1, ma soprattutto forgiò un gruppo di
atleti capace pochi anni dopo di fare il grande salto.
Nella stagione 98/99 tornò ad allenare il viadana Franco Bernini,
trainer di successo, dallo spirito vincente e puntualmente l'Arix
conquistò la prima storica promozione in A1 alla fine di un
campionato colmo di successi che la videro chiudere il girone alla
pari con il Bologna. L'inizio di stagione era , ancora una volta,
stato funestato da un terribile incidente accaduto a Battista Berra,
capitano della squadra, durante una gara di Coppa Italia con il
Piacenza. Le conseguenze per Battista furono tremende e lo costrinsero
ad una lunga degenza ed alla perdita di ogni attività motoria. Da
quel momento ogni successo del Rugby Viadana avrebbe portato il suo
nome.
Vale la pena di ricordare che alla sua
prima stagione in A1 l'Arix strabiliò il rugby nazionale rivelandosi
compagine rivelazione del torneo tanto da conquistare addirittura la Coppa Italia, e di arrivare alla semifinale scudetto
contro Rds Roma che diventerà poi Campione d'Italia. Durante questa
esaltante stagione il Rugby Viadana si permise il lusso di battere
tutte le grandi del rugby italiano, da Treviso a L'Aquila, da Rovigo a
Roma soprattutto creando a detta dei maggiori osservatori, assieme a
Parma e Piacenza, un nuovo polo, un autorevole punto di riferimento
per il rugby nazionale.
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